#IlGovernodelCambiamentoinPeggio

Finalmente il governo Salveenee ha approvato una misura che migliorerà la vita non soltanto degli italiani, ma di tutti gli europei, degli abitanti dell’isola Tonga Tonga e dei marziani.

Si tratta della (a suo dire) correzione sui moduli per la richiesta di emissione della Carta di identità per i figli minori, dove alla dizione “genitore 1” e “genitore 2”, adesso si leggerà “padre” e “madre”.

Il popolo dei tontinelli (dal nome del grande statista) ringrazia, perché grazie a questa misura importantissima, adesso le famiglie italiane, eccetto quelle arcobaleno ovviamente, potranno arrivare tranquillamente a fine mese e, grazie al prossimo reddito di nullafacenza, avranno in dotazione una villa vista mare, una baita in montagna, tre ettari di bosco e, a scelta, un corredo di asciugamani per il bagno o la mitica mountain bike con cambio shimano.

Peccato per quei rosiconi di sinistra che fanno notare:

1) che sui moduli per la richiesta della carta di identità per figli minorenni non vi era indicato “genitore 1” e “genitore 2”, come vuole la propaganda salveeniana, ma “1° genitore” e “2° genitore”, che, a casa mia si legge “primo genitore” e “secondo genitore”.

2) La misura sarebbe stata dettata dall’esigenza di impedire l’orrida pratica dell’ “utero in affitto”, così che, all’estero, chi ha un figlio in questo modo, non veda riconosciuto in Italia lo status di figlio (anche omogenitoriale) mediante la trascrizione dell’atto di nascita. Dimenticando che: le coppie eterosessuali danarose e volenterose potranno sempre affittare all’estero tutti gli uteri che vogliono, e ottenere in Italia il riconoscimento dello status di figlio, tant’è che in tanti paesi gli atti di nascita vengono formati (almeno laddove la pratica dell’utero in affitto è legale) in modo che papà e mamma sono proprio quelli che quell’utero hanno affittato, con buona pace di Salveenee. Al contrario, la coppia omogenitoriale che ricorre alla stessa pratica non potrà far risultare in Italia lo status di figlio al bambino, in quanto la trascrizione – nelle intenzioni del solito Salveenee – dovrebbe essere impedita dai Prefetti che si lanceranno a far ricorsi in Tribunale contro i Sindaci che invece disobbediranno al diktat del debitore dei 49 milioni di euro. In sostanza: chi ha i soldi ed è coppia eterosessuale continuerà a fare come gli pare ed ad avere tutti i riconoscimenti di legge, chi ha la sfortuna (?) di nascere con gusti sessuali diversi, s’attacca al tram. A casa mia, si chiama discriminazione.

3) senza pensare poi che nel caso di due madri… Che senso ha parlare di “utero in affitto”? No, ma basta lanciare lo slogan, prendersela con una minoranza, dipingerla come seduta a chissà quali manipolazioni… Non vi ricorda qualcosa del passato?

Dal punto di vista morale, si può essere d’accordo o meno con le pratiche definite “utero in affitto”. Io, personalmente, sono contrario. Però questo divieto non può funzionare se vi sono paesi in cui è legittimo farlo: altrimenti, chi ha i mezzi farà come gli pare, chi non li ha oppure è discriminato in base al proprio orientamento sessuale, s’attacca (di nuovo) al tram. Allora, perché non prendere atto di una realtà e non far pagare ai bambini scelte di cui non hanno assolutamente colpa? E, poi: il governo di centrosinistra, inizialmente, aveva proposto la stepchild adoption da inserire nella legge sulle unioni civili. Stepchild adoption che esiste già per le coppie eterosessuali, ma che si vuole negare ad altri in nome di una morale di parte.

E, infine, quando l’adozione ai single?

Tutte domande che rimarranno senza risposta, in quanto il 60% degli italiani, attualmente, preferisce tornare al medioevo.

Annunci
Categorie: inuovimostri

Navigazione articolo

I commenti sono chiusi.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: