#Notriv

Di solito i referendum non mi hanno mai appassionato più di tanto. Adesso pare che il 17 aprile si vada di nuovo a votare per il referendum sulle “trivellazioni” in Adriatico. Detto in parole molto semplici: se il referendum abrogativo passa, la norma che attualmente permette il rilascio di concessioni per le trivellazioni petrolifere sarà abrogata e multinazionali del petrolio dovranno darsi pace.

Il governo del volpino Renzi ha pensato bene di spendere 300 milioni di euro solo per non fissare in un’unica giornata il voto per le amministrative (a giugno) e quello per il referendum, sperando, neanche troppo segretamente, che il 17 aprile sia una splendida giornata primaverile di sole e d’azzurro, così che il quorum non si raggiunga neanche nelle fantasie più sfrenate.

Sarei andato a votare comunque, perché il tema è davvero importante, ma ci andrò per una ragione in più: ci vado perché non mi piace l’arroganza di chi ci governa, chiunque sia…

Un governo con il coraggio delle proprie scelte, avrebbe accorpato amministrative e referendum, magari spiegando (chissà che non ce ne siano) le “buone ragioni” per l’esplorazione in Adriatico e la ricerca di giacimenti (mi vien da ridere)…

E invece si preferisce proseguire sulla brutta china degli ultimi 40 anni.

 

 

 

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