Archivi del mese: gennaio 2015

Follie e inferni.

La giornata della memoria. Per me è anche la storia di un bambino di nove anni che voleva leggere il “diario” di Anna Frank. Si mise a leggerlo. Non riusciva a capire se era tutto vero quel che raccontava. Quando capì che era successo davvero si chiese perché. Poi qualcuno gli raccontò che quel perché si chiamava follia. E seppe che era così. Solo la follia poteva portare un intero inferno sulla terra.
Quel bambino ero io.

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L’eremita

E’ ora di ammetterlo: mi sto trasformando lentamente in un eremita.

Gli indizi e i sintomi ci sono tutti: passo il 50% del tempo al lavoro. E fin qui niente di strano. Il problema riguarda il restante 50%, che si suddivide – equamente – tra lo “stare sotto al piumone”, l’immergersi completamente nella lettura di qualche romanzo, l’ascoltare musica (da un mese a questa parte sopratutto Madonna, vista l’imminente uscita di #RebelHeart) e il trovare scuse plausibili per non uscire.

La realtà è che odio il freddo, odio Gennaio, odio il periodo dopo le feste ed odio la gente che odia! (ahahaha, cit.).

La verità, invece, è che mi sono ammalato di nostalgia. Nostalgia per qualche evento passato che tento di cancellare e più tento di cancellare, più quel fatto, qual volto, quella voce, quella testa di cazzo, rientra nella mia testa attraverso i sogni (anche ad occhi aperti eh eh eh).

Da qualche parte esiste un proverbio che dice “non può piovere per sempre”. Ecco, lo farò mio e sarà il mio nuovo mantra per questo inizio 2015.

theamazer, se volete.

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Possiamo iniziare daccapo questo 2015?

Negli ultimi giorni, complice anche un’influenza improvvisa e che mi ha decisamente stroncato, sono rimasto lontano dal blog (il che, per la verità, non è affatto strano). Il 2015 è iniziato, le feste sono volate via, alberi e lucine sono tornate nelle soffitte.

Il problema è che quest’anno non è iniziato nel migliore dei modi. C’è troppa violenza, troppa negatività, troppo cinismo in giro.

Quel che è successo a Parigi negli ultimi giorni ha monopolizzato l’attenzione del mondo intero. Ciò che sta ancora accadendo in Nigeria, in Iraq, in Siria e in mille e mille altre realtà dovrebbe altrettanto monopolizzare l’attenzione di tutti. Forse è utopico, ma fino a che non si risolvono i conflitti che stanno alla base di tutto questo, rischieremo di dare ragione a tutti quegli incoscienti che non vedono altra via d’uscita che una “guerra di civiltà”.

Fortuna che a pensarla in questo modo è una esigua minoranza.

Non dobbiamo lasciare che vinca questa minoranza: lo “scontro di civiltà” è solo nei loro limitati cervelli o nella loro illimitata stupidità.

coexist tweet

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