Archivi del mese: dicembre 2014

Impressioni

Prendi una giornata di fine dicembre, qualche amico e una città per me quasi sconosciuta.

Prato. Che non è poi così male come dicono.

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Unapologetic me!

Tra corsa ai regal(ini), impegni di lavoro, messe di mezzanotte, l’album di Madonna che finisce tutto e di più sul web, Madonna che pubblica 5 perle più una cazzata (con quel trojun della Minaj) e io vado in estasi, solite discussioni, cene con delitto in poco credibili ristoranti e ambientazioni stile silent hill… mi sono dimenticato di augurare ai due lettori e mezzo del blog un buon Natale!

E allora lo faccio, in semi diretta da Piazza Duomo. Non fate gli schizzinosi e apprezzate le mie foto che sono harte. 😉

Buon Natale!!

P.s. “Living for love”, “Ghost town” e “Unapologetic bitch” sono un must!

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Stupidario del mese

L’altra sera sono rimasto schifosamente ipnotizzato dal nuovo campione della democrazia Salvini con la sua maglietta “flat tax 15%” da giovinastro rampante. Ho pensato che sia un buon simbolo della superficialità tutta made in Italy.
Secondo il profeta del dio Po, leghista per infusione, infatti, con una genialata come la flat tax si risolvono tutti i problemi in una volta sola.

Pensate. I lavoratori dipendenti pagheranno solo il 15% di tassazione sul loro reddito, sia che guadagnino 30 euro al mese, che 30 mila euro l’ora. Tutto il resto in tasca. Una cuccagna.
Poi, pensate ancora (warning: si sconsiglia vivamente ai leghisti di pensare, pericolo di surriscaldamento del cervello): il bilancio dello stato sarà ridotto al livello della contabilità di una tabaccheria, avremo schiere di insegnanti, poliziotti, vigili del fuoco, infermieri, medici, chirurghi, badanti che faranno la fila solo per lavorare gratis, per dire “io c’ero”, per la gloria, per non gravare sulle spalle della ggggente.

Avremo musei che si aprono e si chiudono da soli, quadri ed opere d’arte che si restaurano automaticamente, pensioni e stipendi (per quegli svergognati che pretenderanno che venga loro corrisposto uno stipendio o una pensione) che si pagano sa soli, carceri, ospedali, caserme, strade, autostrade, che come funghi crescono da soli (di notte).

E tutto sarà verde, ovunque splenderà il sole delle Alpi e la nebbia padana sarà gratis (pure quella).

Volete laurearvi? nessun problema!! Ci pensa il tesoriere della Lega a comprarvi laurea e master in Albania o nella Repubblica autonoma di Murano e Burano (e neanche dovrete impararne l’idioma).

Volete diamanti? Ci pensa sempre la Lega che ne ha comprati tanti in Tanzania.

Ma perché non ci hanno pensato prima? E perché i 15%? Ma osiamo un pò di più!! Facciamo 0,5 %!!

 

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“Interstellar” versus “Uomo di Marte”

Ogni tanto mi piace leggere di fantascienza. Le mie scelte ricadono solitamente sui classici oppure su opere moderne che in qualche modo suscitano la mia attenzione.

Detesto però la fantascienza che non tiene minimamente conto della fisica e delle leggi della natura. Un esempio è quello scempio di film che è “Interstellar”, dove si violano TUTTE le regole della fisica, della natura o, semplicemente, della narrazione. Qualunque narrazione deve infatti produrre nel lettore/spettatore una “sospensione della realtà”: per fare ciò non si possono violare regole elementari, o anche leggi della natura che insegnano in quinta elementare. “Interstellar” per me è stato un’assoluta delusione… anche un bambino di dieci anni sa che con la tecnologia attuale non è possibile raggiungere velocità neanche paragonabili a quelle della luce, né tanto meno sarebbe possibile, né ora né mai (le leggi della fisica non cambiano nel tempo) avvicinarsi ad un “buco nero” o ad una stella di neutroni senza rimanerne uccisi già ad alcuni anni luce di distanza. Insomma, “Interstellar” sarebbe un buon film comico, peccato che è nato e si è presentato con ben altre pretese. La scena clou è quella in cui, ormai a bordo dell’astronave da qualcosa come ventun anni terrestri (ridotti a poche ore data la vicinanza con la stella di neutroni), la lei di turno vuole sacrificare l’intera missione per recuperare il tempo perduto con il suo amore inconfessato che si trova su un pianeta “lì vicino” dov’era stato a suo tempo inviato… Ovviamente all’atterraggio su quest’altro pianeta si scopre che non è invecchiato perché, molto saggiamente, si era autoibernato per qualche decennio… Assurdità su assurdità. Dove il film andava a parare si capiva subito: dopo una ventina d’anni, chi ti recluta la nasa per pilotare la navicella verso un “worm hole”? Ma ovviamente il nostro eroe che nel frattempo si era dato all’agricoltura e che viene imbarcato su due piedi senza bisogno neanche di leggere il foglietto delle istruzioni dell’astronave.

Morale della favola: un tempo i grandi film di fantascienza (vedi su tutti “2001 Odissea nello spazio”) avevano un certo rigore scientifico che li rendeva molto più coinvolgenti.. “Interstellar” al confronto è una cazzata galattica data in pasto al pubblico medio americano che probabilmente digerisce facilmente scemenze del genere.

Ecco, invece “Uomo di Marte” è un libro che qualunque appassionato di fantascienza dovrebbe leggere e proprio per questo motivo: licenze narrative a parte (altrimenti non sarebbe fantascienza ma un saggio sul pianeta Marte!) è assolutamente rigoroso nel ricostruire la vicenda di un astronauta abbandonato su Marte e di tutte le sue “invenzioni” per riuscire a sopravvivere fino al… finale 🙂 Ci si affeziona al personaggio e via via che si presentano i problemi tecnici e di sopravvivenza ci si trova inevitabilmente a fare il tifo per lui.

Consigliatissimo!!

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The less travelled road.

p6kafkSo I took the road less travelled by. And I barely made it out alive.

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