Indietro tutta. E toglietevi di mezzo.

C’era una volta un partito di centrosinistra… questo post potrebbe iniziare così. Oppure: “c’era una volta un paese bellissimo, la cui Costituzione all’articolo uno proclamava di essere una repubblica democratica fondata sul lavoro”.

E invece… tocca assistere alle cose più assurde. Sabato 25 Ottobre, gli ex di centrosinistra, ora “va dove ti porta la poltrona”, sono tutti riuniti per non si sa che cosa, alla Leopolda, a Firenze, nella mia città.

Tra gli invitati più in vista, oltre alle tende, alla scrivania e alle sedie in platea, c’è un certo Dott. Serra, stimatissimo finanziere e ancora più che stimatissimo, vicinissimo al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Non chiedetemi di fare battute su Renzi, perché é ancora presto.

Ad ogni buon conto, il simpaticissimo finanziere Serra se n’esce con una battuta che non farebbe ridere neanche il fu nano di Arcore (e dire che lui di battute che non fanno ridere se ne intende…uso il passato perché ormai ci auguriamo tutti che appartenga all’era mesozoica): “il diritto di sciopero nel pubblico impiego andrebbe limitato, perché ha un costo”.

Credo che siamo di fronte alla dimostrazione pratica della teoria del “cervello non azionato prima di aprire la bocca”.

Uno poi si domanda: chissà come ha fatto questo a partorire un’idea così fulminata… in fondo uno che di professione fa il “finanziere” chissà quali studi e quale cultura professionale e non avrà… E invece, in questo caso, se la cultura ce l’ha, l’avrà dimenticata in qualche scatolone nel guardaroba della Leopolda. Il motivo scatenante del suo pensierino è che, pare, povero lui, che sia incorso suo malgrado in uno sciopero dei treni o di qualche compagnia aerea e che, per colpa di questi sciagurati scioperanti, non sia arrivato in tempo nel sacro tempio della Leopolda.

Ci sono almeno tre motivi per rispedire al mittente l’attacco al diritto di sciopero ed essere magnanimi con il Sig. Serra e il suo cervello (che, evidentemente, s’è ingrippato):

1) Le compagnie aeree e quelle che esercitano il trasporto passeggeri sono per la stragrande maggioranza compagnie private, formate e gestite in forma privatistica con capitali privati (a nulla rileva se il Ministero dei trasporti o chi per lui detenga quote azionarie);

2) Se anche il nostro Sig. Serra intendeva riferirsi ai pubblici servizi, è bene ricordargli che qualunque bignami di diritto amministrativo, commerciale o civile, ma anche di diritto costituzionale, contiene almeno una menzione alla regolamentazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici; alcuni dei quali vengono addirittura definiti essenziali e non possono interrompersi. Ma guarda te.

3) Il diritto di sciopero è vero, ha un costo altissimo. Sopratutto per quei lavoratori che, per difendere qualche loro sacrosanto diritto e per non essere ridotti a un nulla senza potere contrattuale, siano essi nel privato o nel pubblico, per scioperare rinunciano volontariamente ad una parte della loro retribuzione.

Peccato che, evidentemente, tutte queste cose il Sig. Serra, abituato com’è a vivere nella city (dove si premura di farci sapere che ha chiesto la tessera del pd) non ha avuto il tempo di apprendere, impegnato com’era a fare soldi per il benessere del popolo tutto.

 

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Categorie: inuovimostri | Lascia un commento

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