Archivi del mese: ottobre 2014

Mood dell’anno

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Chi ha paura della zucca?

Ci risiamo.

Puntualmente, ogni anno, all’avvicinarsi di Halloween, associazioni cattoliche, acattoliche e cultural-puriste si sollevano contro il 31 ottobre e la notte delle streghe.

E’ tutto un refrain: si va dai cattolici integralisti che vedono in Halloween la porta per il regno di Belzebu’, ai puristi radicali che vedono nella zucca di Halloween una gravissima lesione alla purezza culturale, ai fanatici dell’antiamericanismo convinti che le zucche nascondano microspie, fino ai culturi delle teorie del complotto, che pensano che le zucche siano in verità alieni. Sic.

Tutto questo cercare il “male” in una festa come Halloween, francamente, lo trovo ridicolo: il male, quello vero, quello autentico, sta da un’altra parte. Sta dove non ci piace posare lo sguardo.

Sta laddove si impiccano le persone in nome della giustizia umana e divina, sta laddove, per mangiare, una persona deve vendere se stessa; sta laddove si vive nella paura e nella violenza dei diritti negati; sta laddove si viene additati di una colpa, solo per il fatto di far parte di un gruppo sociale.

Il male sta nell’intolleranza, nel disprezzo, nella disumanità che possiamo vedere tutti i giorni e gratis.

E, invece, la preoccupazione delle varie gerarchie, dei soloni della cultura e nella gente annoiata, è quella di attaccare Halloween. Mi viene il dubbio che l’intento sia proprio quello di spingere quanto più fumo possibile negli occhi della gente.

A me Halloween piace: non è vero che non fa parte della cultura; le sue radici sono lontanissime, sono pagane poi riconvertite al cristianesimo dai celti. Fa indubbiamente e incontestabilmente parte della cultura occidentale. Forse non della cultura italiana in senso stretto… ma suvvia, non si tratta assolutamente di qualcosa di estraneo e alieno alla cultura di tutto l’occidente, di cui l’Italia, mi pare, faccia (ancora) parte.

linus

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Indietro tutta. E toglietevi di mezzo.

C’era una volta un partito di centrosinistra… questo post potrebbe iniziare così. Oppure: “c’era una volta un paese bellissimo, la cui Costituzione all’articolo uno proclamava di essere una repubblica democratica fondata sul lavoro”.

E invece… tocca assistere alle cose più assurde. Sabato 25 Ottobre, gli ex di centrosinistra, ora “va dove ti porta la poltrona”, sono tutti riuniti per non si sa che cosa, alla Leopolda, a Firenze, nella mia città.

Tra gli invitati più in vista, oltre alle tende, alla scrivania e alle sedie in platea, c’è un certo Dott. Serra, stimatissimo finanziere e ancora più che stimatissimo, vicinissimo al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Non chiedetemi di fare battute su Renzi, perché é ancora presto.

Ad ogni buon conto, il simpaticissimo finanziere Serra se n’esce con una battuta che non farebbe ridere neanche il fu nano di Arcore (e dire che lui di battute che non fanno ridere se ne intende…uso il passato perché ormai ci auguriamo tutti che appartenga all’era mesozoica): “il diritto di sciopero nel pubblico impiego andrebbe limitato, perché ha un costo”.

Credo che siamo di fronte alla dimostrazione pratica della teoria del “cervello non azionato prima di aprire la bocca”.

Uno poi si domanda: chissà come ha fatto questo a partorire un’idea così fulminata… in fondo uno che di professione fa il “finanziere” chissà quali studi e quale cultura professionale e non avrà… E invece, in questo caso, se la cultura ce l’ha, l’avrà dimenticata in qualche scatolone nel guardaroba della Leopolda. Il motivo scatenante del suo pensierino è che, pare, povero lui, che sia incorso suo malgrado in uno sciopero dei treni o di qualche compagnia aerea e che, per colpa di questi sciagurati scioperanti, non sia arrivato in tempo nel sacro tempio della Leopolda.

Ci sono almeno tre motivi per rispedire al mittente l’attacco al diritto di sciopero ed essere magnanimi con il Sig. Serra e il suo cervello (che, evidentemente, s’è ingrippato):

1) Le compagnie aeree e quelle che esercitano il trasporto passeggeri sono per la stragrande maggioranza compagnie private, formate e gestite in forma privatistica con capitali privati (a nulla rileva se il Ministero dei trasporti o chi per lui detenga quote azionarie);

2) Se anche il nostro Sig. Serra intendeva riferirsi ai pubblici servizi, è bene ricordargli che qualunque bignami di diritto amministrativo, commerciale o civile, ma anche di diritto costituzionale, contiene almeno una menzione alla regolamentazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici; alcuni dei quali vengono addirittura definiti essenziali e non possono interrompersi. Ma guarda te.

3) Il diritto di sciopero è vero, ha un costo altissimo. Sopratutto per quei lavoratori che, per difendere qualche loro sacrosanto diritto e per non essere ridotti a un nulla senza potere contrattuale, siano essi nel privato o nel pubblico, per scioperare rinunciano volontariamente ad una parte della loro retribuzione.

Peccato che, evidentemente, tutte queste cose il Sig. Serra, abituato com’è a vivere nella city (dove si premura di farci sapere che ha chiesto la tessera del pd) non ha avuto il tempo di apprendere, impegnato com’era a fare soldi per il benessere del popolo tutto.

 

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Senza parole (che sarebbero superflue) 😆

Non so perché, ma mi fa troppo ridere! 😆

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Salgado

Sebastião-Salgado-01

 

Esiste un fotografo più grande di Salgado?

Non è solo il bianco e nero, non sono solo i soggetti, né la luce.

E’ arte allo stato puro. Com’è che se guardo una qualsiasi delle sue fotografie mi commuovo?

Se un giorno una razza aliena dovesse scendere sulla terra, tra milioni di anni, e tutto ciò che rimanesse fossero le fotografie di Salgado, credo che proverebbero davvero compassione per un mondo perduto e che, forse, stiamo già perdendo.

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